La Scuola Media Bramante visita l’impianto eolico di Fossato di Vico
L’istituto continua l’approfondimento della didattica delle energie rinnovabili.
La scelta di offrire ai
ragazzi della Scuola Media Bramante di Fermignano, un percorso di
approfondimento delle forme di utilizzo delle energie rinnovabili appare sempre
più importante, ora che la crisi energetica mostra sempre più la dipendenza
del nostro paese dalle fonti fossili che ci provengono da altre nazioni.
Già fin dal passato il percorso didattico dedicato allo studio e all’approfondimento delle energie alternative a quelle fossili ha dato importanti risultati nella didattica, tanto da far emergere il nostro istituto, come “scuola polo” sulle problematiche ambientali e energetiche; proprio con le attività sullo sfruttamento solare ha ricevuto il primo finanziamento diretto per il Progetto SeT (scientifico e tecnologico).
Il percorso eolico rappresenta un aspetto da approfondire e da affrontare sempre utilizzando gli aspetti propri dell’ “imparare facendo”.
Ecco che quindi la visita al sito eolico di Cima Mutali a Fossato di Vico del 6 aprile, rappresenta un tassello importante del percorso dedicato a queste forme energetiche.
Siamo
stati accolti nel Centro visite dell’ANEMON, società proprietaria
dell’impianto, dove le classi hanno potuto approfondire meglio la tematica
energetica in Italia e conoscere alcuni aspetti del sito eolico. Poi mediante un
bus navetta, necessario per percorrere la tortuosa strada che porta agli
aeromotore, ad una quota di 1120 metri sul livello del mare.
Tra le
nuvole che solcano la cima ecco stagliarsi due grosse colonne che sorreggono
enormi eliche ruotanti.
E’ piuttosto suggestivo ammirare l’eleganza ed il loro moto: a dir la verità
essere lì sotto le pale in movimento mette un po’ di ansia. Leggermente
udibile il fruscio delle pale sull’aria e l’intervento dei dispositivi di
orientamento della torretta, per dirigerla contro il vento. Poco più avanti
c’è una torre di telecomunicazione piena di antenne, certamente esteticamente
peggiore rispetto agli aeromotori.
Vediamo qualche dato caratteristico dell’impianto.
Sono
due generatori gemelli danesi, con ciascuno una potenza di 750 kw; producono
energia con una velocità del vento che va dai 14 a i 90 km orari; la torre di
sostegno è alta 46 metri, con diametro di base pari a 3 metri, mentre ciascuna
pala è lunga 22 metri; tutta la struttura ha un peso complessivo di 72
tonnellate. Produce mediamente all’anno 3.339.691 kwh di energia capaci di
coprire il fabbisogno di 1335 famiglie.
Su questo sito è stato effettuato l’unico studio italiano sui rischi prodotti ai volatili, che nell’arco di 1 anno non ha messo in evidenza alcun decesso a causa dell’impianto.
Qualche
problema inaspettato per i costruttori danesi, l’ha dato la formazione del
ghiaccio sia sulle pale che sui sensori; questi essendo del tipo riscaldato non
si bloccano, ma dalle foto che ci sono state mostrate,
si ricoprono tutto intorno con una campana di ghiaccio, che i tecnici
devono rompere col martello.
I ragazzi hanno assistito anche ad una frenata del generatore, che avviene tramite un grosso freno a disco messo sull’asse di rotazione e tramite la rotazione a 90 gradi della parte terminale di ciascuna pala, che così agisce come freno aerodinamico.
Nonostante
il freddo pungente, la visita è stata particolarmente interessante e gradita.
Sant’Angelo
in Vado 10.04.06
Giuseppe Dini